“Dunque siamo dei conservatori, però appassionati di questo Paese e della gente che ci vive. Siamo dei conservatori perché siamo dei progressisti”.
Essere conservatori per essere progressisti. La frase – tratta dal discorso di Giorgio Bassani, allora presidente di Italia Nostra, al Simposio internazionale sui centri storici tenutosi a Ferrara nel 1978 – è soprattutto un manifesto politico e culturale, un monito a non ignorare la Storia e, anzi, a elevarla a fondamento della coscienza di un intero Paese.
Ideali per i quali il poeta ferrarese si è battuto e speso, su tutti i livelli, a partire da quello narrativo: così il Romanzo di Ferrara fa della città, nella sua consistenza urbanistica, il motore per una riflessione storica e insieme universale.
Una riflessione che sarà la base di partenza su cui si confronteranno esperti e studiosi, mercoledì 17 settembre, ore 17:30, presso la Sala Convitto del Factory Grisù (Via Mario Poledrelli, 21, 44121 Ferrara FE), durante la conferenza inserita nel progetto Unife di Public Engagement “Abitare l’inclusione. Diritti e spazi urbani oltre il conflitto”.
L’evento, organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara e dalla Fondazione Giorgio Bassani, con il patrocinio di Ferrariae Decus-ETS e Italia Nostra-sezione di Ferrara e il contributo organizzativo del Laboratorio per la Pace e della Biblioteca Giardino, prende il titolo di «Essere conservatori per essere progressisti». Giorgio Bassani e il dibattito sull’urbanistica ferrarese del Novecento.
Vi aspettiamo!
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Mercoledì 17 settembre ore 17:30 presso Sala Convitto del Factory Grisù, via Mario Poledrelli 21, Ferrara


